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mercoledì 15 aprile 2026
Streettracker con la pancia!!!!!
giovedì 1 settembre 2022
The Player - 1997 Sportster 1200 cafe racer
Il suo motto "Simplify, then add lightness" (togliere il superfluo per avere maggiore leggerezza e guidabilità) ha rappresentato una vera ossessione per molti costruttori di auto e moto negli anni a seguire (specialmente per la scuola britannica).
Logicamente, chi vuole elaborare un qualsiasi mezzo seguendo questa filosofia, deve fare scelte ben precise.
Ecco allora che negli States (dove vige una visione costruttiva diametralmente opposta) qualcuno (DP Customs cioè i fratelli Jarrod e Justin Del Prado) decida di mettere mani ad uno Sportster tributandolo ad una Lotus da competizione.
"The Player" ha come base di partenza uno Sportster del 1997 e nasce su specifica commissione di un cliente, che ha voluto una moto che si richiamasse esplicitamente alla Lotus di Mario Andretti del 1978 vincitrice del Campionato del Mondo di Formula Uno.
Il telaio è stato modificato ed stata fabbricata una carrozzeria dal look leggero e filante. Serbatoio del carburante e dell'olio sono fabbricati in acciaio con il secondo che si maschera da spoiler sotto il telaio. Anche lo scarico (due-in-uno) è artigianale, scorrendo sotto il telaio per abbassare il baricentro.
Comportamento su strada migliorato grazie ad ammortizzatori Progressive Suspension 970 interamente regolabili (più lunghi degli originali), forcella originale revisionata tramite olio più denso ed un kit di molle progressive e regolatori del precarico fornito da Speed Merchant.
Per avere un assetto più bilanciato ed aumentare nel contempo anche la facilità di inserimento in curva della moto (grazie a minor masse in movimento), i fratelli Del Prado hanno anche progettato e costruito i cerchi in lega sostituendoli agli originali: ora abbiamo un posteriore da 18 pollici ed un anteriore sempre da 19 pollici ma molto più leggeri, che calzano pneumatici Pirelli Sport Demon. Per la scelta dei freni si è ricorso a pinze Brembo e pompe freno ISR.
Il motore, per non comprometterne l'affidabilità, è rimasto sostanzialmente di serie, tranne una accensione Dyna Single Fire abbinata ad un kit di revisione del carburatore con getti più grossi ed allo scarico due-in-uno.
Trasmissione finale a catena con corona da 51 denti per avere una accelerazione bruciante sono indispensabili.
Uno Sportster con un fascino incredibile, il cui unico limite può essere rappresentato dalla batteria montata nello spoiler nella parte bassa del telaio che potrebbe toccare facilmente a terra in determinate circostanze.
giovedì 19 agosto 2021
Desert Rat Sportster
Partiamo dai pneumatici: i Pirelli MT 60 sono l'ideale per qualsiasi scrambler ed adatti praticamente per ogni terreno, oltretutto si trovano nelle misure indicate all'interno della carta di circolazione e, quindi, rispettando il Codice della Strada. Per le sovrastrutture si può montare un serbatoio maggiorato presente sullo Sportster Superlow (al contrario non si deve montare assolutamente il piccolo "peanut" da 8 litri del Forty Eight), ma anche utilizzare l'originale. Importanza notevole rivestono i parafanghi.
L'ideale è ricorrere ad un paio in alluminio come quelli di questo 1200 (ve ne sono in giro una infinità a prezzi più che onesti) ma si può optare anche per un parafango posteriore di seconda mano usato e riprofilato. Importante è che la linea della moto sia "snella". Si possono montare ammortizzatori posteriori più lunghi ed avere maggior escursione anche sulla forcella, come in questo caso, oppure lasciare l'assetto stock.
Un paracolpi in alluminio sul telaio è un altro accessorio indispensabile, così come un manubrio con il traversino. Passiamo ad un aspetto molto delicato: la parte posteriore del telaio (qui sono stati eliminati i supporti originali del parafango e costruito un "archetto" che ha permesso di montare una sella dalla sagomatura differente) che può essere lasciata tranquillamente stock, cambiando solo la sella ed il fanale posteriore. Ultimo discorso gli scarichi. Una coppia di scarichi alti sono un "must" (qui sono stati montati degli Iron Cobras), ma si possono tenere anche i collettori originali, montando un paio di terminali corti.
Per la prima volta faccio una stima molto approssimativa della spesa cercando di tenermi largo con i prezzi ma molto contenuto con gli interventi:
-250 Euro i Pirelli MT 60
-300 Euro coppia di parafanghi grezzi in alluminio
-250 Euro tra fanale posteriore con portatarga e manubrio
-150 Euro un paratelaio (vi sono da tutti i prezzi e mi sono tenuto nella media)
-400 Euro terminali corti
totale circa 1400 Euro.
A questo importo possiamo aggiungere
-400 Euro una sella artigianale
-1500 Euro per gli scarichi completi
-250 Euro per l'acquisto di un serbatoio maggiorato
qui arriviamo a circa 2200 Euro che sommati a quelli di prima diventano 3600 Euro cui vanno aggiunte le spese per la manodopera (da quantificare), salvo si faccia tutto in casa da soli.
giovedì 20 maggio 2021
Street 48
Ci avevate mai pensato ?????
In questa occasione è il tassello a dominare ed il lavoro non è così complicato quanto possa, in realtà, sembrare.
Si inizia da un paio di pneumatici adatti rappresentati, in questo caso, dai Pirelli MT60. Trovati i pneumatici, si deve intervenire principalmente su sovrastrutture e ciclistica. Le sospensioni sono rimaste di serie salvo le molle della forcella, mentre al posto del serbatoio e della sella originali si è montato un codone e sella (ricamata) Saddlemen, abbinati ad un serbatoio FXD degli anni settanta con grafiche AMF, ben modificato lateralmente per ospitare la pompa del carburante. L’opera è completata da un paio di scarichi sovrapposti S&S abbinati ad una centralina aggiuntiva Thunder Max ed una serie di componenti forniti da RSD come pedane arretrate, carter motore, manubrio e filtro dell’aria. Eliminato il parafango anteriore e semplificato l’impianto elettrico.
Avete pronti i vostri Forty-Eight ?????
lunedì 6 aprile 2020
Vecchia idea!!!
venerdì 3 aprile 2020
Dirt-Tracker!!!!! (Sportster 883 R)
Sebbene sia stata costruita nei primi anni duemila, lo Sportster di HD Pavia sembra non mostrare i segni del tempo.
martedì 23 gennaio 2018
Cafè Cyclone
Tra le numerose preparazioni su base Sportster e Buell del Motor Bike Expo 2018, la nostra attenzione è andata su questa M2 realizzata dal dealer Harley-Davidson Brescia.
mercoledì 6 luglio 2016
XR 1200 Racing Joe's Room!
In Italia sono sempre stati in pochi a credere nelle velleità corsaiole dello Sportster. Nel lontano Giappone, invece, le cose stanno diversamente.....
.....poichè sono molti gli appassionati che elaborano la propria Harley per andarci in pista.....
Questa XR 1200 è l'esempio pratico.
Certamente i lavori da effettuare, per potersi divertire non sono pochissimi, ma la passione spesso non ha prezzo e cimentarsi in sfide improbabili aiuta a sentirsi vivi non poco.
Contrariamente quanto si possa pensare il motore, che di serie fornisce già 90 cv, beneficia solo di alcuni interventi: valvole, molle e punterie Screamin' Eagle, aste della distribuzione Zipper's, filtro dell'aria Vance & Hines, scarico due-in-uno con terminale Supertrapp (è stato utilizzato un kit della Vance & Hines per eliminare il sensore della sonda allo scarico http://xr1200.vanceandhines.com/race-kit/31003/).
Gran parte del lavoro riguarda la ciclistica. Anteriormente è stata montata una forcella Ohlins FG 324, di tipo upside-down, con steli da 43 mm, su una diversa piastra di sterzo in alluminio ricavato dal pieno.
Componenti Ohlins (HD0041) vengono utilizzati anche posteriormente.
I pneumatici sono Pirelli SC1 (120-70-17 anteriormente e 180-60-17 posteriormente).
Italiani sono anche i freni anteriori, poiché è stato utilizzato un impianto Brembo, doppio disco, ad attacco radiale. Posteriormente, invece, si è scelto un disco Braking (purtroppo non sono state fornite le misure dei freni e dei cerchi).
A parte alcuni dettagli circa componenti di vario tipo, come ad esempio il parafango anteriore proveniente da una Buell XB, non abbiamo maggiori informazioni.
L'analisi delle modifiche apportate (non è stato possibile contattare direttamente il proprietario a causa delle evidenti differenze linguistiche), induce a pensare che sul motore si sia intervenuto solo il minimo indispensabile per non comprometterne l'affidabilità, migliorando le doti di coppia ai medi regimi ed un poco l'allungo, mentre le scelte su ciclistica e pneumatici fanno ritenere che si sia cercata una miglior precisione di guida.
La XR 1200 Joe's Room affascina molto. Le soluzioni tecniche adottate indicano la precisa volontà di tirar fuori un mezzo da gara da una moto che, a tutti gli effetti, è uno Sportster migliorato. Si tratta di un progetto che, ci si augura, possa trovare un sempre maggior numero di seguaci, non solo in Giappone, ma anche nella vecchia Europa ed, in particolare, in Italia.
UP: la piastra di sterzo
DOWN: è una moto da corsa, ma la grafica non la esalta
martedì 24 maggio 2016
Monkee 7: uno Sportster XLCH 1000 ancor più selvaggio!!!!
Nell'era digitale del 2.0, trovare ancora qualcuno che si diverte a costruire moto utilizzando motori arcaici è quasi impossibile. Eppure nella Vecchia Europa c'è ancora qualche nostalgico.....
Per chi non li conscesse, i ragazzi danesi di Wrenchmonkees sono diventati famosi con le loro moto dallo stile minimalista e selvaggio, costruite su vecchi motori e dalle verniciature quasi sempre nere opache. Anche le recenti elaborazioni avvenute per Yamaha sui nuovi modelli (le Yard Built http://www.wrenchmonkees.com/the-yard-built) hanno rispettato questi canoni stilistici.
Lo Sportster in questione, se si eccettua il color rosso fuoco del serbatoio del carburante, rispetta questi canoni. Sebbene possa sembrare appena uscita da un fienile dove è stata ferma per anni, questa XLCH 1000 nasconde un lavoro incredibile.
Lavoro che ha visto sezionare letteralmente il mezzo. E' stato prima smontato il motore, revisionato e montato su un nuovo telaio (rigido), abbinato ad un carburatore S&S e scarichi costruiti in casa.
Successivamente si è provveduto a terminare la moto costruendo e montando numerose parti tra cui il parafango posteriore creato appositamente, le luci provenienti dal catalogo Wrenchmonkees, una forcella da 33mm, nuovi cerchi Borani da 18 pollici con pneumatici Pirelli tassellati ed un serbatoio del carburante proveniente da una Husqvarna.
Il risultato finale è una moto selvaggia come non poche, con elementi sia delle streettracker riviste in chiave “old”, che dei bobber.
UP: bellissimo il serbatoio Husqvarna degli anni settanta
DOWN: le piastre di sterzo che sarebbero dovute essere di colore nero opaco e non lucido








































