The Legend of Harley Davidson Sportster

Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

mercoledì 30 settembre 2026

Primi al mondo!!!!!


 




Gli amici di Harley-Davidson Route 76 Jesi sono stati premiati, per l'anno 2026, quale miglior dealer al mondo (esclusi dalla valutazione quelli presenti in USA e Canada)!!!!!! Notizia inaspettata?????? Forse.....

Avevo visto qualcosa sui vari social ma non mi ci ero soffermato più di tanto, preso da altri pensieri.
Poi la telefonata di Luca Fava mentre ero al lavoro che mi ha fatto saltare dalla sedia e dal computer!!!!!

Dopo un primo momento di stupore e felicità per loro, ho chiesto delucidazioni, in quanto pensavo che questo premio riguardasse solamente il volume di vendite di Harley-Davidson (.....che a Jesi, sebbene si tratti di una cittadina del nord delle Marche, è altissimo!!!).

Mentre Luca mi raccontava i dettagli le mie idee diventavano sempre più chiare ed ecco che la notizia, dapprima inaspettata, diventava attesa e l'ambito premio per me DOVUTO!!!!

Nella valutazione del dealer sono entrati in gioco una molteplicità di fattori ai quali Harley-Davidson tiene particolarmente, come il club HOG, l'assistenza post-vendita, la quantità di moto noleggiate, il volume degli accessori, la location e molti altri.

Fin da quando ho iniziato a frequentare il dealer (seppur spesso a distanza in quanto vivo a Roma) ho avuto marginalmente rapporti con gli altri ragazzi del team, non perchè non mi stessero simpatici ma in quanto la mia stima ed affetto nei confronti di Luca e del figlio Elia mi ha portato sempre ad avere contatti con loro due, anche se esulavano dagli ambiti di loro competenza. 

Tradotto: ho comprato le moto dopo averne sempre discusso prima con Luca, salvo poi formalizzare l'acquisto con Stefano. Per questo motivo non mi posso esprimere su quello che è l'aspetto legato alla vendita (a parte una simpatia e cordialità di tutto lo staff) ma posso dare un giudizio più che positivo su tutto il resto. 

Sull'aspetto tecnico il discorso si fa più importante e profondo!!!!!!!

Ho raccontato la storia mille volte, da più parti ed a tante persone, ma vale la pena rimarcarla di nuovo, specialmente in un momento così importante per loro.

Conoscevo Luca Fava dal 1999, quando lui era officina autorizzata Triumph Jesi e ci eravamo incontrati ad uno dei famosi Triumph Day che si svolgevano in pista (per l'occasione a Magione). Incontro ripetuto negli anni seguenti per diverse volte. Fin da subito di Luca mi aveva colpito l'umiltà e la grande capacità tecnica, ma era finita lì. 

Nel 2017 mi trovavo dalle parti di Ancona e vengo a sapere che era uno dei proprietari del concessionario Harley-Davidson che aveva aperto i battenti da non molto a Jesi. Lo vado a trovare ed immediatamente quella che era stata l'impressione di tanti anni addietro si tramuta in realtà. 

Luca è la persona umile e dalla grande capacità tecnica che avevo conosciuto. Inoltre si ricorda bene di me. Riprendiamo così i rapporti, con la mia intenzione di cercare di portarli avanti in qualche modo.

L'occasione avviene non molto tempo dopo, quando decido di mandare il mio Sportster 883 da Luca in seguito ad una brutta avventura con una nota officina Harley-Davidson della Capitale, di cui trovate di seguito il link del racconto dell'epoca https://1957legend.blogspot.com/2018/07/serieta-ed-onesta-harley-davidson-jesi.html 

E' l'inizio. Ho una sorta di cordone ombelicale che mi lega alle moto che ho e mi rende diffidente nei confronti di tutti e meticoloso all'inverosimile. Un vero psicopatico che ha difficoltà ad interagire con molti meccanici e tecnici. 

Luca mi da fiducia immediatamente, in quanto la grande empatia che mostra nei miei confronti lo porta saper interagire con me consigliandomi sempre per il meglio, anche quando ho idee diverse da lui. A lui (ed al figlio Elia) non affido pezzi di ferro chiamate moto, ma la mia anima. 

Racconto un episodio emblematico in tal senso. Qualche anno addietro (non ricordo se prima o subito dopo l'operazione di protesi al ginocchio) provo a Jesi il Low Rider S, rimanendo stupito, con l'intenzione di vendere i due Sportster e comprarlo. Luca, che ha tutti gli interessi a vendere moto, mi dice che per me è troppo pesante, sconsigliandomi vivamente di comprarla!

Nel frattempo mi aveva salvato uno Sportster, acquistato da me nel 2022 in maniera scriteriata a cavallo dell'operazione di protesi al ginocchio da alcuni lestofanti del settore che si fanno chiamare professionisti e di cui ho raccontato 
 
Tornando, quindi, alle considerazioni iniziali, alla fine per quanto ho potuto saggiare direttamente il premio è del tutto meritato!!!!

Harley-Davidson Route 76 Jesi: Numero Uno!!!!
Scusate il gioco di parole.....

Ultima riflessione.

Difetti ?????
La lontananza da Roma !!!!!!

mercoledì 16 settembre 2026

Harley-Davidson XR 750 hill climbing


 

Chi conosce il mondo a stelle e strisce, specialmente quello sportivo, è conscio del fatto di quanto sia lontano anni luce da quello europeo-continentale rappresentandone, per alcuni versi, anche il completamento.

Uno dei tanti esempi è rappresentato dalle gare motoristiche in salita sulle montagne percorrendo fettucce di terra, che in Italia non trovano adepti di sorta.

Le moto che si cimentano in questo tipo di competizioni hanno caratteristiche ben precise una delle quali emerge subito a prima vista: il forcellone allungato all'inverosimile per conferire quanta più trazione possibile, abbinato ad un cerchio sul quale è montato un pneumatico tassellato costruito appositamente.

Questa XR 750 della seconda serie (quella con le testate in alluminio chiamata "Alloy XR") è stata realizzata nel 1995 vincendo numerose gare.

Il motore è stato tolto dal telaio originale ed alloggiato in un telaio C&J con cannotto di sterzo inclinato inizialmente a 30 gradi. 

Successivamente l'inclinazione è stata ridotta a 28 gradi ed è stato inclinato l'attacco superiore del motore (inizialmente dritto) per ridurre le vibrazioni del telaio.

Il forcellone posteriore, inizialmente lungo 50 pollici (pari a circa 127 cm) venne poi accorciato a 46 pollici (circa -10cm).

Il motore, sufficientemente potente, è rimasto originale salvo una diversa accensione.

Praticamente si tratta di uno dei pochi elementi originali, dato che l'originaria XR 750 da flat-track è stata completamente smembrata.

mercoledì 9 settembre 2026

MAGNUM BLUE


 





E' tempo di ritorno dalle vacanze. Per molti ciò equivale ad una totale immersione nel caos cittadino di metropoli che ricominciano la loro sfrenata e disordinata corsa.

Quale miglior modo di ricominciare se non farlo con questo Sportster street-tracker del 2006 che è una sorta di ponte tra la fine delle vacanze ed il ritorno alla vita quotidiana per i suoi colori vivaci, le notevoli finiture e lo stile hi-tech ????

Iniziando dal motore, qui non si è intervenuto su quello originale, ma si è ricorso direttamemte al montaggio di un motore S&S SB100 (1638 cc con 120 cv!!!!!!!!) all'interno del telaio originale, abbinato a cambio Baker a quattro rapporti con frizione a secco e trasmissione primaria a vista (bello da impazzire il carter in alluminio lavorato dal pieno che la copre!!!!!) e scarico due-in-uno Trump Cycle.

Il forcellone posteriore è stato allungato, mentre forcella ed ammortizzatori posteriori sono marchiati Ohlins che lavorano insieme ad un kit freni Bremo all'anteriore ed al posteriore. 

E' quasi impossibile elencare tutte le parti speciali in quanto di serie non è rimasto praticamente nulla. La moto è stata infatti smontata completamente e costruita partendo da zero curando i dettagli in modo maniacale. 

La verniciatura, ad esempio, è il risultato di diverse mani di vernice e cambia tonalità a seconda della luce. Altro aspetto di cui si è tenuto conto è stato l'ampio utilizzo di parti lavorate in alluminio ricavato dal pieno, materiale che conferisce maggior leggerezza e robustezza.

Peccato per la scelta del cerchio anteriore da 21 pollici in luogo di uno più adatto al tipo di moto da 19 pollici.

UP: un vero mostro rifinito all'inverosimile
DOWN: il cerchio anteriore da 21 pollici

mercoledì 2 settembre 2026

SHOW STOPPER - Harley Davidson XL1200 Sportster


 



L'estate volge al termine. Le giornate iniziano ad accorciarsi. I tramonti si fanno meno intensi. Per molti il ritorno alla vita quotidiana, in vista di un lungo autunno, è d'obbligo. 
Ci vorrebbe questo Sportster 1200 abilmente chopperizzato per andare dritti verso il sole.

Una moto chiaramente ispirata agli anni settanta ed ai chopper californiani, ma dalle linee morbide e fluide, con un grande lavoro di battitura a mano sulla lamiera della carrozzeria (da notare soprattutto il rivestimento del serbatoio del carburante ed il faro anteriore).

Se il telaio rigido è stato acquistato, così come i cerchi e la forcella di tipo Springer, moltissime parti sono state costruite direttamente in casa. 

Il vecchio motore Sportster Evolution del 1992 è non ha subito alcuna revisione rimanendo stock, a parte alberi a cammes Andrews N4 abbinati ad una coppia di scarichi drag-pipes da due pollici e mezzo. 

La scelta degli alberi a cammes dal profilo più spinto invece di un carburatore maggiorato (anche se quello originale è dotato di trombetta di aspirazione libera) è una scelta strana per questo tipo di moto.

UP: il grande lavoro di battitura sulla lamiera della carrozzeria
Down: la sella non perfettamente aderente al telaio

mercoledì 12 agosto 2026

ADVXL 883


 


Siete già scappati per le vacanze con la vostra moto, calcando ogni tipo di sentiero ?????
Se lo avete fatto: bene!!! Se non ci siete riusciti non disperate perchè questo Sportster potrebbe darvi lo spunto per il prossimo anno, permettendovi di programmare ferie e viaggio con largo anticipo!!!

Cinque anni addietro i ragazzacci di Biltwell (.....quelli che producono numerose parti per moto....) hanno pensato che era arrivato il momento di partecipare ad una gara nel deserto di Baja in California. Perchè non andarci con uno Sportster ?????

Da questa necessità/follia è nato lo Sportster di cui parliamo, utilizzando come base un 883 standard del 2003, rivisto quasi totalmente.

Non cadete nel tranello dell'ampia trasformazione a livello estetico, il concetto di base è stato quello di avere un mezzo versatile, estremamente affidabile ed in grado di essere utilizzata in ogni situazione: una moto non distante concettualmente dalle adventure-bike di ultima generazione.

Il motore è stato ricostruito utilizzando un kit S&S Cycle che porta la cilindrata da 883 a 1200, abbinato ad un carburatore CV rivisitato internamente, copriteste Buell XB, accensione Dyna2000 ed uno scarico artigianale due-in-uno con rivestimento in ceramica.

Per rendere lo Sportster in grado di partecipare alla maratona desertica si sono resi necessari anche specifici interventi sulla ciclistica alzandone il baricentro.

E' stata montata una forcella a steli rovesciati proveniente da una Honda CRF (su piastre di sterzo Giga Cycle) del 2005, con ammortizzatore di sterzo GRP ed una coppia di ammortizzatori posteriori Elka.

I cerchi sono della Excel nelle misure da 18 pollici al posteriore e 19 pollici all'anteriore, abbinati a penumatici Metzeler MC360 e dischi freno Galfer.

Sono state poi apportati rinforzi al telaio per sopperire alla maggior potenza della moto. Questo intervento ha riguardato anche il serbatoio dell'olio che è stato ancora direttamente al telaio e non agli supporti di serie: modifica già collaudata da Biltwell.

Sono stati poi montati tutta una serie di accessori per rendere lo Sportster una vera Adventure Bike come le taniche di carburante supplementare fissate sul bauletto in alluminio, il paramotore e le barre laterali di protezione.

UP: una vera adventure bike progettata sulla base di uno Sportster del 2003
DOWN: curvatura dello scarico e terminale

mercoledì 5 agosto 2026

Tight and Right


 


Il motore di un Ironhead Sportster del 1972,  uno dei motori meno celebrati dalla "Company",  trova casa in un telaio rigido dalle compatte dimensioni che gli si adatta in maniera perfetta.

Questo motore rappresenta un buon punto di partenza per chi si vuole costruire un chopper senza spendere una fortuna, dal momento che i più moderni motori Evolution Sportster sono molto più cari.

Il proprietario di questo chopper che ha molto in comune per stile e personalità con la moto cavalcata da Peter Fonda nel famoso film "I Selvaggi" del 1966 (...ben prima di Easy Rider.....), voleva costruirsi una moto che richiamasse esplicitamente gli anni sessanta,  cercando di contenere la spesa entro limiti decenti.

L'aspetto ribassato una delle prerogative di questo chopper, oltre alla forcella di tipo Springer, ottenuto attraverso specifico lavoro su un telaio usato di tipo rigido, abbinato a cerchi da 21 pollici all'anteriore e 18 pollici al posteriore e pneumatici Avon.

Una cura estrema dei dettagli che ha conferito alla moto una "silhouette" equilibrata.

Il motore è stato reso più performante con differenti alberi a cammes, un carburatore Mikuni da 38mm dotato di trombetta all'aspirazione, accensione Dyna e due scarichi Paughco in configurazione "shotgun" senza silenziatori.

E' stato poi aggiornato l'impianto elettrico montando un kit Gremlin Wiring che comprende accensione elettronica ed un nuovo generatore.

UP: sembra una moto uscita dal film "I Selvaggi" 
DOWN: verniciatura del serbatoio

mercoledì 22 luglio 2026

OFF ROAD AMBITION SPORTSTER


 



Volete passare l'estate con una moto selvaggia che vi porti dappertutto (soprattutto lungo sabbie dorate) e vi renda "fighi" in quanto priva di tutte le diavolerie elettroniche di cui sono dotate le moto odierne ????? Questo Sportster 883 del 2000 scrambler potrebbe essere di ispirazione per voi!!!!!

La miglior base per questo tipo di elaborazioni sono gli Sportster Evolution prodotti fino al 2003 (quelli con il motore privo di supporti elastici), in quanto molto più leggeri delle versioni successive.

Nel caso di questa elaborazione è stato prelevato un avantreno da uno Sportster 1200S (con testata a doppia candela) in quanto dotato di doppio disco anteriore, cerchio in lega da 19 pollici e regolazione della forcella in compressione ed estensione, ma non è essenziale seguire questa strada.

Al posteriore, invece, è stato montato un cerchio AMF da 18 pollici abbinato da un paio di ammortizzatori Fox Racing da 14 pollici con serbatoio dell'olio separato.

Il motore è stato rifatto totalmente  (dopo verniciato in nero)  portando la cilindrata a 1200 attraverso pistoni ad alta compressione, alberi a cammes dal profilo più spinto, valvole maggiorate e molle valvole più resistenti, carburatore S&S, scarico due-in-uno "home made".
Le sovrastrutture sono ridotte al minimo con faro incorporato in una tabella portanumero, serbatoio del carburante da 8,5 litri, parafango posteriore corto e sella, ovviamente singola.
Si tratta di una moto estrema che assomiglia per concezione ad un "buggy".

Questo Sportster può essere tranquillamente replicato senza intervenire sul motore, utilizzando i cerchi originali (16 pollici al posteriore e 19 all'anteriore), perdendo qualcosa in termini di guidabilità sulla sabbia ma non andando incontro a problemi di omologazione (almeno in Italia).

UP: un mezzo selvaggio che appassiona
DOWN: dovevano utilizzare due cerchi uguali.


mercoledì 15 luglio 2026

Palm Sportster


 


Si vede la foto di apertura di questo Sportster e chi c'è stato non può non pensare alla Riviera delle Palme. Un posto unico, che ti rapisce subito e dove non solo si respira aria di libertà, ma si è lontani anni luce dal caos delle metropoli (non poco più di 200 km da Roma ed altrettanti da Bologna....), immersi in una cornice  dove la semplicità è uno degli elementi distintivi.

Lo Sportster XLH 1200 del 1993 si lega benissimo a questo contesto, ad iniziare dalla verniciatura verde smeraldo metallizzata ed interventi miranti ad eliminare le parti inutili (come il parafango anteriore, mentre quello posteriore è stato accorciato ed è stato montato un serbatoio del carburante di tipo "peanut") riducendo, nel contempo, il peso. Lo Sportster è una moto essenziale e senza fronzoli, specialmente nelle versioni con i motori Evolution a carburatore, come questo esemplare.

Volendo scavare nei meandri del custom potremmo dire che si è in presenza di un "mild custom", sebbene la presenza di barre posteriori rigide da undici pollici facciano pensare ad un chopper, con anche la forcella abbassata in maniera da avere un assetto parallelo al suolo.
Il motore è rimasto di serie salvo il tipico intervento di un paio di scarichi liberi abbinati ad un filtro dell'aria aperto montato sul carburatore originale.

Poichè la frizione originale dei modelli Sportster prodotti fino al 2004 è molto dura da azionare, è stata montata una frizione molto più leggera fornita dalla azienda MRC.

UP: moto semplice con pochi interventi
DOWN: manubrio troppo alto che rende sgraziato lo Sportster

mercoledì 24 giugno 2026

Rohling Stone Sportster


 


In oltre trent'anni a trafficare in mezzo alle moto custom, dapprima come appassionato, poi come addetto ai lavoro e, da ultimo come blogger, non mi era mai capitato di vedere una moto simile!!!!! Follia pura, ma tanta ammirazione per la genialità artistica di colui che ha saputo dar vita ad una simile idea: tale Chris Zernia!!!!

Il lavoro è stato effettuato su uno Sportster Evolution del 1986 creando sovrastrutture ed alcune parti (come le manopole, pedane, filtro dell'aria a tromboncino, il supporto faro e la parte interna dei cerchi), utilizzando roccia lavica porosa.

Per quanto riguarda il serbatoio, la roccia copre solo quello in lamiera appositamente costruito (dalla portata di tre litri di benzina). Anche quello dell'olio è stato costruito a mano.
Per sopportare gli oltre 120 kg di peso supplementare generato dall'ampio blocco si roccia scolpito, si è optato di montare una forcella rinforzata CPO e sostituito il forcellone posteriore originale con uno scatolato: entrambi i cerchi sono da 16 pollici e montano pneumatici Firestone.

Si è reso necessario anche un aumento di potenza montando un carburatore S&S abbinato ad uno scarico due-in-uno Supertrapp.

Up: progetto folle, mai visto!!!!
Down: assenza freno anteriore

mercoledì 17 giugno 2026

ROUGH SCRAMBLER SPORTSTER


 


Se vi capita tra le mani il motore di uno Sportster (...ovviamente che si di lecita provenienza....) valutate seriamente, se ne avete le capacità oppure il denaro, di costruirvi uno scrambler come questo....

Il motore di uno Sportster 883 del 1998 è stato trapiantato in un telaio artigianale costruito su misura, con  caratteristiche delle moto da flattrack. L'idea era quella di avere una moto dall'aspetto molto aggressivo ma, nel contempo, facile da guidare e  comoda.

E' stato quindi necessario montare una forcella a steli rovesciati prelevata da una Kawasaki abbinata ad un cerchio anteriore da 18 pollici ed un posteriore da 17 pollici con pneumatici entrambi tassellati. Gli ammortizzatori posteriori provengono da una Triumph Bonneville.

Quasi tutte le parti, come anche la carrozzeria in vetroresina, sono state costruite appositamente per questa moto.

Il motore ha visto un aumento di cilindrata a 1200 tramite il classico kit di pistoni Wiseco dello stesso peso degli originali, con alesatura dei cilindri, abbinato ad un paio di scarichi corti e bassi di tipo drag-pipes. Il carburatore è rimasto di serie ma è stato montato un filtro a tromboncino aperto.

UP: idea originale
DOWN: serbatoio del carburante piccolissimo