Chi conosce il mondo a stelle e strisce, specialmente quello sportivo, è conscio del fatto di quanto sia lontano anni luce da quello europeo-continentale rappresentandone, per alcuni versi, anche il completamento.
Uno dei tanti esempi è rappresentato dalle gare motoristiche in salita sulle montagne percorrendo fettucce di terra, che in Italia non trovano adepti di sorta.
Le moto che si cimentano in questo tipo di competizioni hanno caratteristiche ben precise una delle quali emerge subito a prima vista: il forcellone allungato all'inverosimile per conferire quanta più trazione possibile, abbinato ad un cerchio sul quale è montato un pneumatico tassellato costruito appositamente.
Questa XR 750 della seconda serie (quella con le testate in alluminio chiamata "Alloy XR") è stata realizzata nel 1995 vincendo numerose gare.
Il motore è stato tolto dal telaio originale ed alloggiato in un telaio C&J con cannotto di sterzo inclinato inizialmente a 30 gradi.
Successivamente l'inclinazione è stata ridotta a 28 gradi ed è stato inclinato l'attacco superiore del motore (inizialmente dritto) per ridurre le vibrazioni del telaio.
Il forcellone posteriore, inizialmente lungo 50 pollici (pari a circa 127 cm) venne poi accorciato a 46 pollici (circa -10cm).
Il motore, sufficientemente potente, è rimasto originale salvo una diversa accensione.
Praticamente si tratta di uno dei pochi elementi originali, dato che l'originaria XR 750 da flat-track è stata completamente smembrata.



































