The Legend of Harley Davidson Sportster

Harley-Davidson Sporster: la storia, le special e la pubblicità. Una sezione dedicata alle Buell motorizzate Harley-Davidson.

mercoledì 25 marzo 2026

Hot-ell


 



Ci sono moto che andrebbero preservate. Sulle quali si dovrebbe intervenire con minime modifiche, di tipo reversibile, o meglio con restauri conservativi.

Purtroppo ciò raramente accade e quando il demone del custom prende il sopravvento spesso non si guarda cosa si ha tra le mani ma cosa si vuole realizzare.

Lo direste mai che si tratta di una Buell S1 White Lightning del 1998 della quale è rimasto solo il motore, forcella e freni ???
Una di quelle moto che andrebbero preservate a tutti i costi, rappresentando il "periodo aureo" della produzione Buell.

Non si conoscono le condizioni di questa Buell prima dell'intervento, per cui la scelta di smembrarla completamente potrebbe pure essere stata una scelta obbligata per rimettere in strada la moto, ma il progetto è comunque ottimamente riuscito.

L'obiettivo finale era quello di fondere lo stile hot-rod con quello dragster, avendo un mezzo non solo bello esteticamente ma in grado di offrire ottime prestazioni.

Il motore di serie, oltre alle testate Thunderstorm, ha visto il montaggio di pistoni ad alta compressione, alberi a cammes dal profilo più spinto, volano più leggero, accensione Dynatek 2000, carburatore originale dotato di filtro TC Bros e scarico due-in-uno della Cone Engineering. 
Coperture di testate e motore sono EMD.

Il telaio è stato interamente costruito in casa ed ha alcune accortezze, come i supporti centrali per tenere alloggiato il serbatoio dell'olio studiato per questo tipo di telaio, la predisposizione per il singolo ammortizzatore della sella e lo spazio per la batteria nella parte bassa, dietro al motore.

L'individuazione del cupolino più adatto così come quella del serbatoio del carburante è stata alquanto laboriosa: inizialmente si pensava a parti in alluminio che dovevano essere appositamente costruite ma poi, anche per problemi legati ai costi di produzione, si è deciso per prodotti in vetroresina già in commercio che richiedevano un semplice adattamento.

UP: l'alloggiamento per il singolo ammortizzatore della sella
DOWN: la scelta di cannibalizzare una Buell S1 del 1998 

mercoledì 18 marzo 2026

INDIAN ORANGE


 





Digger: moto dallo stile inconfondibile eredità di un'epoca, a cavallo tra gli anni settanta e novanta, influenzata da un visionario del custom di nome Arlen Ness che riuscì a coniugare alla perfezione elementi dei drasgter con quelli dei chopper, dando vita a motociclette dall'aspetto singolare dotate di motori elaborati all'inverosimile secondo la tradizionale ricetta americana, abbinata alle mille diavolerie escogitate dallo stesso Arlen Ness (come ad esempio i compressori volumetrici montati sui Big Twin).

Le moto create da Arlen Ness erano un tripudio a cromo ed alluminio, a verniciature sgargianti, ad interassi spesso chilometrici, oltre ad essere curatissime in ogni dettaglio.

Arlen Ness ha tracciato la strada, ma non tutti i digger mantengono la stessa filosofia. Spesso, come in questo caso, la parte curata riguarda solo quella ciclistica, mentre il motore rimane di serie in tutto e per tutto, senza subire alcun restyling nemmeno a livello estetico.

Su questo Ironhead 1000 del 1975 è stato montato solo un carburatore Dell'Orto abbinato a filtro dell'aria e coppia di scarichi drag-pipes.

Il telaio, di tipo rigido, è stato progettato e costruito direttamente in casa, facendo particolare attenzione a tenere la zona del cannotto di sterzo particolarmente inclinata.
I cerchi sono CalMag, mentre la forcella è Hormann.

Curioso il fatto che molte digger come questa siano state costruite in Giappone....

Up: verniciatura
Down: motore trascurato a livello estetico  

mercoledì 11 marzo 2026

Brooklyn Brawler


 



Nuova vita per uno Sportster 883 del 1989!!!!!

Cosa succede se dopo aver comprato una moto usata vi rendete conto che è troppo "usata" ????? Salvo siate dei pazzi e decidiate di metterla sotto la pressa, potete decidere di venderla oppure, se avete ottime capacità meccaniche o molto denaro da investire, customizzarla a dovere!

Questo è quanto ha fatto il proprietario di questo Sportster che ha creato una perfetta street-tracker da utilizzare tutti i giorni ma anche per gli ovali in terra battuta!!!!

Moto smontata completamente e ricostruita per intero con motore dotato di kit 1200 S&S che comprende alesaggio maggiorato, rapporto di compressione aumentato, alberi a cammes dal profilo più appuntito, carburatore S&S Super E dotato di cornetto di aspirazione e scarico due-in-uno con terminale Arrow.

Il telaio originale è stato modificato completamente operando diverse saldature e diminuendo anche l'inclinazione del cannotto di sterzo di due gradi in maniera da far curvare più velocemente la moto.

Carrozzeria in alluminio modellata a mano, con un nuovo serbatoio dell'olio posizionato sotto al telaio (collegato con raccordi neri), vicino alla ruota posteriore, ed anche un nuovo posizionamento della batteria.

Anche la tabella con il doppio faro incastonato ed i copriforcella in alluminio sono stati realizzati a mano.

Cerchi da 19 pollici, con mozzo KTM e freno anteriore Aprilia. Forcella Yamaha R6 con pista di sterzo appositamente studiata. Ammortizzatori posteriori Marzocchi.
Non mancano altri particolari realizzati su misura come le pedane da motocross.

Up: le numerosi parti "hand made" in alluminio
Down: il terminale Arrow che stona su questa moto

mercoledì 4 marzo 2026

SILVER LIGHTNING


 



Se pensiamo alla serie XB made in Buell ed al contesto storico in cui è stata prodotta, da una parte viene da rimanere non poco meravigliati per le soluzioni tecniche che solo un genio quale Erik Buell poteva adottare (ed inventare), ma dall'altro anche  pervasi da cocente delusione per i pessimi risultati in termini commerciali avuti. 

Senza addentrarci in spiegazioni che forse solo a Milwaukee sarebbero in grado di dare, bisogna prendere atto che sul mercato la diretta rivale (per stile, cilindrata ed architettura del motore) era la regina della categoria: la Ducati 1000 S2R. 

Eppure i numeri erano interessanti: motore da 1203 cc  con circa 95 cv (parente stretto di quello montato sullo Sportster 1200) su un peso vicino ai 200 kg.

A caratterizzare la serie Buell XB parecchie soluzioni innovative come il telaio in funzione di serbatoio del carburante, il forcellone che conteneva l'olio destinato alla lubrificazione del motore, la pinza freno anteriore perimetrale con pinza a sei pistoncini, lo scarico sotto il motore (novità per quell'epoca)

Questo progetto, sulla base di una XB1200S del 2004, è legato alla volontà di avere una moto molto più leggera dell'originale, ma dall'aspetto vintage come lo stesso propulsore dotato di distribuzione ad aste e bilancieri. 

La carrozzeria costruita su misura interamente in alluminio così come air-box, faro anteriore e numerose altre parti, ha richiesto più di seicento ore di lavoro per una trasformazione completamente reversibile.

Il motore, invece, salvo un terminale Akrapovic abbinato ad un diverso filtro dell'aria, è rimasto praticamente originale.

I quasi cento cavalli del motore di serie sono più che sufficienti se non si vuole compromettere l'affidabilità.....

mercoledì 25 febbraio 2026

2007 – Harley-Davidson XL 1200 Sportster 50th Anniversary


 


E' usanza di quasi tutte le case motociclistiche celebrare ricorrenze con versioni celebrative di modelli o serie prodotte in un determinato arco temporale.

Nel 2007 per celebrare le cinque decadi dello Sportster venne prodotta, in serie numerata di duemila esemplari, questa versione dello Sportster 1200.

Si tratta dei primi modelli con motore ad iniezione, montato sul nuovo telaio dotato di silent-block e rivisitato nella parte centrale (con un aumento di peso e la possibilità di montare un pneumatico posteriore più largo). 

Per un breve tempo i nuovi Sportster (dal 2004 fino più o meno al 2006) furono dotati del carburatore.

Il montaggio dell'alimentazione ad iniezione si inserisce in un processo di rinnovamento attuato da Harley-Davidson, volto a rendere le moto molto più fruibili in modo da avvicinare al marchio non solo i biker "duri e puri" ma anche gli altri motociclisti. Lo Sportster ha un ruolo fondamentale in questo processo in quanto rappresenta la moto di accesso al mondo Harley-Davidson.

La versione dei cinquant'anni si caratterizza per una livrea dedicata, sella dal profilo snello nella parte posteriore, doppio strumento (come su molte versioni 1200) e manubrio largo. 
Per il resto si tratta di un semplice Sportster 1200, ma le grafiche dedicate e la tiratura limitata contribuiscono la rendono ricercata dai collezionisti.

mercoledì 18 febbraio 2026

SPORTSTER 883 XWL WARBOY


 



Sembra un vecchio WLA 750, di quelli che vorresti avere la fortuna di trovare casualmente dentro quale fienile. Uno di quei colpi di fortuna che non cambiano la vita ma la rendono certamente piacevole.

Si tratta invece di uno Sportster XLH 883 del 1994 sapientemente costruito in Francia, quasi a rimarcare lo sbarco in Normandia, dall’officina Milwaukee Belle.

Il suo proprietario, grande appassionato di vecchi motori Harley-Davidson a valvole laterali, nel lontano 1978 acquistò un Flathead da 750.
Quale occasione migliore di trasformare uno Sportster capitatogli per caso sotto le mani ????

Il lavoro è stato enorme ed ha richiesto moltissimo tempo, non solo per la verniciatura verde militare che ha praticamente rivestito tutta la moto, ma per tutti quegli accorgimenti necessari per creare il design originale del WLA 750.

Si è partiti dal telaio che è stato tagliato e rimodellato sia nella zona del cannotto di sterzo che nella parte posteriore (più evidente) dove sono ancorati gli ammortizzatori posteriori (appositamente costruiti dallo specialista Fournales), finendo con l’allungamento del forcellone originale.

La cura maniacale dei dettagli ha portato a costruire una grande scatola del filtro dell’aria (dove in realtà vengono alloggiate centralina e batteria) collegata mediante un tubo di gomma al filtro dell’aria presente sul carburatore in modo da simulare la versione originale del WLA 750 in bagno d’olio. Soluzione tecnica che impediva ad acqua e terra di entrare nell’aspirazione causando così danni al motore.

Motore che è rimasto totalmente originale senza subire alcun tipo di revisione. D’altronde è proverbiale la robustezza e la longevità degli “small block” di casa Harley-Davidson…..

Si è ricorso all’acquisto di parti aftermarket per alcuni elementi come serbatoio del carburante, la scatola portaoggetti sul lato sinistro, il terminale di scarico e poco altro. Molti oggetti sono stati trovati nei vari mercatini d’epoca.

UP: tutto il progetto ma il finto filtro dell’aria in bagno d’olio e qualcosa che colpisce non poco

DOWN: a voler trovare proprio dei difetti….i coperchi delle teste lasciati in alluminio e non verniciati

venerdì 13 febbraio 2026

Deutsche Sportster naked


 


Vi è mai capitato di scambiare una moto per un'altra ??????
 
Non parlo del fenomeno "heritage" legato alle nuove moto, ma di quale special che avete visto in giro.

A me è capitato diverse volte e con questo Sportster ho pensato addirittura di avere la vista annebbiata.

Chi ha buona memoria, negli anni novanta la casa motociclistica tedesca Sachs avviò di nuovo la produzione di moto, in particolare la 650 Roadster con motore monocilindrico da 650 cc.

Si trattava di una moto essenziale ma non bella esteticamente e, forse, troppo avanti per un mercato, almeno quello europeo, che guardava sostanzialmente in tre direzioni: sportive, custom e cafe racer, mentre le moto economiche come questa non venivano praticamente considerate. 

Bisognerebbe conoscere le motivazioni di colui che ha progettato questa moto con soluzioni tecniche interessanti ma brutta a livello estetico e lontana anni luce dai canoni Harley-Davidson, anche da quelli del periodo AMF in cui vi sono state parecchie soluzioni discutibili.

Il motore Sportster 1200 del 1996 (dotato solo di scarico due-in-uno fatto a mano con necessario adeguamento della carburazione) è stato trapiantato su un telaio artigianale dotato di forcellone proveniente da una Ducati SS 750 del 1994 ed una forcella con parafango anteriore di una Suzuki GSX-R1100 del 1993 e cerchi da 17 pollici. 

Come si può notare il doppio ammortizzatore posteriore ha lasciato il posto ad un singolo ammortizzatore infulcrato al centro del telaio. Questa soluzione ha comportato il necessario spostamento del serbatoio dell'olio sotto al codone. La carrozzeria è in vetroresina interamente realizzata a mano.

Up: soluzioni tecniche interessanti
Down: moto brutta a livello estetico

mercoledì 4 febbraio 2026

Custom Attack!!!!!


 



Una customizzazione del tutto peculiare per questo Sportster 1200 S del 2003, lontana dalle radici più profonde in grado di esaltarne lo spirito rude.

E' risaputo che in oriente hanno una visione della vita diametralmente opposta a quella occidentale. Spesso i due mondi trovano un punto di incontro, ma ciò non avviene sempre.

Quando si ha la fortuna di avere tra le mani uno Sportster 1200 S (anche se non la versione con testata a doppia candela) o lo si lascia stock oppure si interviene per migliorarne la guidabilità, provvedendo nel contempo ad esaltare le forti sensazioni provenienti  dallo small-block da 1200 cc montato rigidamente sul telaio.

Poichè siamo in Giappone e le logiche, come detto, sono differenti da quelle occidentali, il proprietario ha pensato di ispirarsi in parte ai chopper britannici anni settanta (quelli realizzati utilizzando i vecchi twin inglesi) ed in parte alle scrambler.

Il risultato è un mix piacevole a livello estetico (se non fosse per la verniciatura a scacchi) ma difficile da comprendere soprattutto su una moto come lo Sportster 1200 S.

La ciclistica è rimasta di serie, così come gran parte della carrozzeria. Infatti è stato montato un grande manubrio ape-hanger su riser più alti, un serbatoio del carburante proveniente da una vecchia Triumph Bonneville, il parafango posteriore accorciato, mentre quello anteriore eliminato.

Un sissy-bar di generose dimensioni deve completare l'opera a livello estetico.

La meccanica è rimasta originale ma è stato montato un filtro dell'aria aperto (con relativa nuova taratura della carburazione) abbinato ad una coppia di scarichi liberi che scorrono paralleli e molto alti sul lato destro, prerogativa delle scrambler.

Up: interessante mix di stili
Down: verniciatura a scacchi

mercoledì 28 gennaio 2026

1985 - Sportster XLH 883


 


Il 1985 rappresenta un momento cruciale per l'evoluzione dello Sportster. Potremmo definirlo il "periodo di mezzo", transitorio anche per la stessa Company che non vede ancora un futuro chiaro sebbene l'avvento della nuova proprietà nel 1980, composta anche da Willie G., iniziasse a far sentire gli effetti positivi anche sul prodotto finale. 

E' l'ultimo anno del vecchio Sportster Ironhead ma con basamento in alluminio, prima di arrivare al motore Evolution del 1986 in produzione, seppur con i dovuti aggiornamenti, fino alla fine 2022 (...anche se in Europa la commercializzazione era terminata nel 2020....). 

Da quel momento in poi i nuovi motori raffreddati a liquido verranno montati sui modelli denominati a vario titolo Sportster ma che non hanno nulla a che vedere con lo Sportster prodotto ininterrottamente dal 1957.

Il motore mantiene la caratteristiche tanto famose: corsa lunga, valvole in testa, distribuzione ad aste e bilancieri, carburatore Kehin, cambio a quattro rapporti, accensione a bobina, trasmissione finale a catena, doppio scarico laterale.

La parte ciclistica vede una forcella classica da 35mm marchiata Showa, un doppio ammortizzatore posteriore, freni a disco da 292mm, cerchi in lega da 16 (posteriore) e 19 (anteriore) pollici.

La parte elettrica è stata completamente riprogettata con nuovi fari ed un nuovo avviamento elettrico.

Lo Sportster del 1985 segna anche il primo, timido, passo verso una fruibilità quotidiana dei modelli Harley-Davidson, Sportster in particolare.

mercoledì 21 gennaio 2026

Fermi tutti arriva il Poliziotto Volante!!!!!

 




Negli anni novanta venne soprannominato il "Poliziotto Volante", correva con una Ducati 998 nel Mondiale Superbike (.....ed anche nel Campionato Italiano) con i colori della Polizia di Stato, conquistando molti tifosi e diventando una vera e propria celebrità.

Quando Harley-Davidson, nel 2009, decise di organizzare un Trofeo con le appena nate XR1200, l'occasione fu troppo ghiotta Paolo Blora, che vi corse con la moto preparata dal team di Harley-Davidson Pavia il cui riferimento era un "certo" Max Pezzali, colui che diede inizio a questa bella avventura.

Le moto del Trofeo hanno subito elaborazioni quasi uguali per tutte grazie ad un apposito kit.

Gli ammortizzatori posteriori sono Ohlins HD851 e cartuccia per la forcella originale e piastre forcella fornite dalla Valter Moto.

I cerchi originali sono stati sostituiti con due unità Braking B-one, ma cambia il diametro del cerchio anteriore, ora da 17 pollici (l’originale è da 18 pollici). 
Il reparto freni è affidato a dischi Wave con pompa freno anteriore di tipo radiale fornita dalla Brembo.

Motore di serie ma con impianto completo Termignoni e filtro aria aperto che richiedono il necessario aggiornamento della centralina con una potenza misurata in circa 90cv alla ruota a 7.450 giri.

Codone, puntale sotto al motore e tabella anteriore fanno parte di un kit trofeo prodotto dalla azienda Plastic Bike, sul quale è stata realizzata la grafica della Polizia di Stato in stile anni settanta.

Up: giusto tributo alla Polizia di Stato degnamente rappresentata

Down: perchè non fare una serie di moto in tiratura limitata dedicata alle Forze dell'Ordine ????